Quali sgravi fiscali sono previsti per chi ristruttura casa?

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Masonry worker on the outside wall with a trowel knife.

Il bonus ristrutturazioni casa è un’agevolazione fiscale sulle spese sostenute per ristrutturare un immobile oppure parti comuni di edifici residenziali. Praticamente, grazie al bonus, il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento (uso, usufrutto, nuda proprietà), può ottenere una detrazione Irpef sulle spese sostenute.

Quest’anno, in seguito alla pandemia dovuta al COvid-19, c’è una novità: il Governo ha emanato il Decreto Rilancio, che prevede un Superbonus del 110%. Un’iniziativa che ha naturalmente catturato l’interesse di moltissime persone, ma se gli interventi compresi nel Decreto sono sotto gli occhi di tutti (il testo è infatti consultabile facilmente), è bene capire gli aspetti a cui fare attenzione, per non rischiare di non rientrare negli sgravi e finire per spendere soldi non preventivati.

Elisa Lorenza Bortoletto, commercialista e revisore contabile, titolare dello Studio Bortoletto & Partners e partner di Hintermedia, ci aiuta a fare chiarezza.

Gli interventi “trainanti” (senza i quali non si può usufruire del Superbonus), come si sa, sono due:

  • Isolamento termico
  • Sostituzione impianto di climatizzazione invernale

Si ha però la possibilità di inserire anche tutti quegli interventi che, altrimenti, godrebbero di detrazioni per l’efficienza energetica, quali quelle del 65% o del 50%.

Ciò a cui va data la massima attenzione è la “composizione” delle opere, in quanto, se si dovesse eccedere con interventi non rientranti tra quelli agevolati al 110%, il rischio è di ricadere nella tipologia di manutenzione specifica, con il riconoscimento del 50% delle spese sostenute, con un limite di 48.000 euro in 10 anni.

Occorre poi avere chiaro i soggetti a cui spetta la detrazione:

  • Proprietari dell’immobili
  • Detentori dell’immobile in base a un contratto di locazione o comodato

Per ciò che concerne i titolari di reddito da impresa o professionale, essi sono esclusi da tale agevolazione, a meno che non partecipino ad interventi aventi come oggetto parti comuni di edifici.

Inoltre, è bene sottolineare quello che è l’aspetto più “coinvolgente” dell’ecobonus del 110%: la possibilità di poter convertire l’importo in sconto in fattura e credito cedibile a terzi. Il fornitore che si renderà disponibile ad eseguire tale sconto in fattura, potrà usufruire del credito nell’originaria misura del 110%.

Insomma, è bene non avventurarsi in questo percorso senza l’ausilio di esperti del settore che possano analizzare tutti gli aspetti, compresi quelli critici e il cosiddetto “risvolto della medaglia”, in modo tale che i clienti non incorrano in inesattezze tecniche capaci di costare loro sanzioni e interessi.

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